Durigon, pensione a 64 anni e flat tax al 5% per favorire il ricambio generazionale
Durigon propone pensioni a 64 anni e flat tax al 5% per i giovani, puntando a favorire il ricambio generazionale nel mercato del lavoro.
Maggiore flessibilità per l’uscita dal lavoro e tassazione al 5% per i giovani nei primi anni di occupazione. Sono le due proposte lanciate dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon nel corso di “City Talks”, l’appuntamento organizzato a Napoli da Spin Factor presso l’Associazione Costruttori Edili Napoli, con intervista del direttore dell’Adnkronos Davide Desario.
Durigon ha indicato tra gli obiettivi del governo quello di favorire il ricambio generazionale nel mercato del lavoro, inserendo nella prossima manovra nuove possibilità di uscita per chi arriva a 64 anni.
“Mantenendo persone al lavoro fino a 68 anni - ha spiegato - non riusciamo a inserire nuove figure professionali nel mercato del lavoro e non siamo competitivi. Stiamo lavorando sulla manovra per inserire flessibilità in uscita a 64 anni, ma anche per i giovani con una tassazione al 5% per i primi anni di lavoro”. L’obiettivo, ha aggiunto, è “incentivare l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani”.
Il sottosegretario ha poi affrontato il tema della tassazione sulle pensioni, indicando la possibilità di una riduzione del prelievo fiscale sugli assegni. “Dobbiamo abbassare la tassazione sulle pensioni che oggi è al 20% per portarla al 12-13% come in Francia”, ha detto, sottolineando che il governo sta “lavorando per ampliare le agevolazioni della flat tax”.
Durigon ha inoltre rivendicato i risultati ottenuti dall’esecutivo nel mercato del lavoro, criticando le posizioni dell’opposizione. “L’opposizione deve fare l’opposizione, è chiaro, ma non la demagogia”, ha affermato. “Abbiamo il tasso di occupazione al 63%, il più alto mai raggiunto, e abbiamo messo in campo un taglio del cuneo fiscale da 10 miliardi”.
Nel corso dell’intervista ha però riconosciuto il problema dei salari, spiegando che l’inflazione e lo scenario internazionale stanno incidendo sul potere d’acquisto. “La debolezza del potere d’acquisto ha radici trentennali”, ha spiegato, ricordando anche il ruolo dei rinnovi contrattuali. “La Cgil ha firmato rinnovi di contratto a 4-5 euro l’ora, ma lo ha fatto perché era necessario. Oggi i salari sono ancora più bassi perché l’inflazione incide sul potere d’acquisto”.
Sul piano politico, Durigon ha poi affrontato il tema dell’eventuale ricorso alle urne: “Oggi stiamo valutando gli sviluppi della legge elettorale e la decisione della Consulta. Stiamo ragionando su quale sia il momento migliore per tornare al voto, perché è chiaro che il Parlamento non può più esprimere una maggioranza”. Secondo il sottosegretario, ottobre rappresenta “la scadenza più naturale”.
Nel corso dell’intervista ha anche espresso un giudizio sull’esperienza al ministero dell’Interno di Matteo Piantedosi: “È un grande ministro, ha fatto bene”. Guardando però alla prossima legislatura, ha aggiunto: “Nel prossimo governo vedo Matteo Salvini al Viminale”.
Durigon ha infine affrontato i rapporti interni alla Lega dopo il congresso, chiedendo compattezza dopo la scelta della linea a maggioranza. “Si è votato, si è scelto a maggioranza, tutti si devono allineare”, ha detto. “I congressi servono a questo”.
Un passaggio anche su Massimo Garavaglia, uno dei dirigenti che hanno criticato la linea della segreteria: “È una persona perbene”, ha affermato, aggiungendo però che “forse si è dimenticato” dei contatti precedenti al congresso. “L’ho sentito domenica - ha concluso - so che ha sentito anche Matteo, forse si è dimenticato…”.