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Israele, elezioni senza vincitori: Netanyahu resta primo ma non ha la maggioranza

Israele vive elezioni senza vincitori: Netanyahu resta primo ma non ha la maggioranza. Scopri i risultati e le possibili alleanze nel nuovo governo.

di Redazione Il Corridoio venerdì 30 ottobre 2026 · 22:30

Israele ha votato, ma chi governerà resta un rebus. Le elezioni del 30 ottobre 2026 hanno sancito un risultato storico: per la prima volta, il blocco di opposizione guidato da Gadi Eisenkot ottiene più voti del Likud di Benjamin Netanyahu. Tuttavia, il sistema elettorale israeliano, basato sui seggi e non sul voto popolare, consegna ancora una volta un Parlamento frammentato.

Secondo i risultati riportati da Al Jazeera, il Likud e i suoi alleati ultranazionalisti e ultraortodossi hanno ottenuto 53 seggi, mentre il blocco di opposizione guidato da Eisenkot si è fermato a 48. I partiti arabi hanno conquistato 19 seggi. Per governare sono necessari 61 seggi.

Questa situazione di stallo è il risultato di elezioni anticipate tenute dopo che il governo di unità nazionale, nato durante la guerra successiva all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, si è sciolto nel luglio 2026 a causa di divisioni politiche interne.

L'affluenza è stata del 77,7%, la più alta dal 1999, segno di una partecipazione significativa nonostante le circostanze politiche complesse.

Gli scenari possibili

Netanyahu, pur avendo più seggi, non ha una maggioranza assoluta. Potrebbe tentare di formare un governo, ma necessiterà di alleanze. Eisenkot, da parte sua, dovrà verificare se il fronte costruito contro Netanyahu può trasformarsi in una maggioranza governativa.

Il ruolo dei partiti arabi diventa cruciale. Con 19 seggi, potrebbero essere decisivi per formare un governo. Tuttavia, sia Netanyahu sia Eisenkot hanno escluso coalizioni con loro. In questo contesto, qualsiasi accordo, anche solo di sostegno esterno, potrebbe avere un peso determinante.

Secondo un sondaggio di Al Jazeera, tre quarti degli arabi con cittadinanza israeliana preferirebbero un governo che includa il supporto dei loro partiti anziché il mantenimento al potere di Netanyahu.

Il ruolo del presidente

Ora la palla passa al presidente Isaac Herzog. In assenza di una maggioranza chiara, dovrà decidere chi nominare come primo ministro. Herzog ha invitato i partiti a presentarsi alle consultazioni con "mente aperta", per evitare nuove elezioni.

Herzog terrà consultazioni con i partiti, probabilmente la prossima settimana. Il primo ministro incaricato avrà 28 giorni per formare un governo, con una possibile estensione di 14 giorni. Se non riesce, il presidente può nominare un secondo candidato. La prima sessione della Knesset è prevista per il 10 novembre.

Tra le ipotesi più estreme, anche un governo di unità nazionale tra Netanyahu ed Eisenkot, una soluzione già sperimentata durante la guerra. Tuttavia, si tratterebbe di un'ipotesi limite, data la rivalità politica tra i due leader.

Nel frattempo, Netanyahu manterrà le funzioni di primo ministro in modo provvisorio, fino a quando non sarà possibile formare un nuovo governo.

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